Boato Ascoli, con lo Spezia arriva la salvezza

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La Spezia – Un boato. Ricordate quello dello stadio Olimpico? Dai, quello al gol di Domizzi in Roma-Ascoli, con cinquemila spettatori, del primo anno con Giampaolo in panchina. Ecco, fate copia-incolla. Portatelo al Picco di La Spezia, mettetelo al minuto 94′ della partita. Ok, campionati diversi, stadi diversi, numeri diversi. Ma la potenza emozionale è la stessa. Identica. Stavolta vuol dire Serie B, ancora una volta. Fantastico risultato, quello della squadra del Patron Bellini, uno che ha riportato il calcio che conta ad Ascoli,ma fatto in un modo leale, pulito, con identità. Insomma, che si gioca oggi, ma che si giocherà anche un domani.

Nel mazzo delle carte salvezza da giocare per il Picchio al Picco, mister Beggi pesca qualcosa di diverso rispetto a quanto ci si aspettasse in sede di totoformazione. Mengoni fa coppia con Canini dietro, Cinaglia e Almici sono la catena di destra, Pecorini e Altobelli quella di sinistra. Carpani torna titolare e ci sono due, ben due, centravanti pronti a far male a Chichizola. Sono, ovviamente, gli unici disponibili: Cacia e Petagna.

Di Carlo non sorprende, invece, schierando Calaiò con Piccolo e Situm a supporto.

Prima nota: Chiffi fischia tutto, davvero tutto. Il fatto che sia imparziale all’ennesima potenza è testimonianza di uniformità e il bomber bianconero ne fa le spese dopo cinque minuti. Il tocco di mano a centrocampo è istintivo ma netto, il giallo con partita ad handicap è servito. Il primo squillo verso la porta spezzina è di Mengoni su punizione, ma il mancino del ‘cinque’ è alto, troppo. Allora lo Spezia – che nella prima parte della gara sonnecchia – cerca spazi e li trova solo con qualche accelerazione fulminea.

Sciaudone ci prova dalla distanza, ma Lanni dice no. Carpani è granitico e nonostante il prato sintetico sia viscido, recupera palloni con maestria e pulizia, Petagna suggerisce ma è sfortunato scivolando. Prima del riposo, tempo di annotare gli auspicati vantaggi di Livorno e Pescara, l’estremo piceno copre lo spazio vitale a Calaiò che, in spaccata, prova ad anticiparlo. Palla a lato di un soffio. E un vagone di acqua fresca per tutti negli spogliatoi.

Pronti-via nella ripresa e lo Spezia va nuovamente vicino al gol con un batti e ribatti risolto dalla difesa bianconera che spazza, Canini e Mengoni in ogni caso si fanno rispettare. Così la notizia arriva da Pescara, e vede il Latina che pareggia il gol di Lapadula con Dumitru. Cacia si sposta a lato di Petagna, che diventa il centravanti pronto a pressare ogni pallone. Dimarco rileva Altobelli e si mette sull’out mancino alto, posizione inedita per il giovanissimo scuola Inter. Brivido. E’ l’unica parola che possiamo utilizzare per quanto accaduto al minuto 72. Sciaudone la sfiora col tacco in area piccola, Bianchi è sulla linea e stronca sul più bello l’esultanza spezzina. Un gol, praticamente, quello dell’ex Leeds.

Mengoni le prende praticamente tutte, sfilando la sfera dai piedi di Catellani, appena entrato in sostituzione di Calaiò. Poi accade di tutto in due secondi: due fendenti dello Spezia, uno dei quali sembra indirizzato in fondo al sacco, sbattono sul muro rosso piceno, alzato soprattutto da Cacia.

Gli aquilotti premono, Milanovic va a rinforzare la difesa a cinque di Beggi, il Lanciano riesce a pareggiare e a riequilibrare la sfida del Picchi dopo essere stato sotto di due gol. Ma non serve. Perché il ‘clean sheets’, per dirla all’inglese, vuol dire (lo scriviamo in maiuscolo) SERIE B. E tutti con la maglia degli Ultras sotto il settore a festeggiare. Ah, scusate, dimenticavamo di menzionare un altro dei migliori in campo. Forse il migliore dell’anno. La Curva Sud. Emozioni.

(fonte:ilrestodelcarlino.it)

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